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Chiuse le iscrizioni per il Bando Tesi

Sono spirati il 31 luglio i termini per presentare le candidature al Premio indetto dal Centro Studi per la miglior tesi di laurea magistrale o di dottorato sul rapporto tra protezione dei dati personali ed innovazione tecnologica. Sono pervenuti numerosi lavori, tutti pertinenti ed attuali. Spetterà alla Commissione appositamente nominata e composta da Federico Ferro-Luzzi (Presidente), Daniele Perucchini e Riccardo Acciai il non facile compito di individuare il più meritevole. I risultati sono previsti per dopo l’estate. In bocca al lupo a tutti i partecipanti!

La privacy by design: Un’analisi comparata nell’era digitale

Si è svolta ieri, alla presenza di un numeroso e qualificato pubblico, la presentazione del volume di Giorgia Bincoletto, “La privacy by design. Un’analisi comparata nell’era digitale” pubblicata da Aracne nella Collana “Privacy e Innovazione” del Centro Studi. Il volume contiene, debitamente aggiornata ed integrata, la tesi di laurea risultata vincitrice della prima edizione del bando promosso dal Centro. L’opera è raggiungibile al seguente link:http://www.aracneeditrice.it/index.php/pubblicazione.html…
Alla vincitrice i nostri più convinti complimenti e gli auguri per un proficuo seguito del percorso di ricerca!

Il 10 luglio cerimonia di consegna del Premio del Centro Studi PNT per la miglior tesi

Il 10 luglio alle ore 17,00 presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Roma “La Sapienza” verrà presentato il volume di Giorgia Bincoletto, “Privacy by design. Un’analisi comparata nell’era digitale”, pubblicato da Aracne nella Collana “Privacy e Innovazione” curata dal Centro studi privacy e nuove tecnologie.

Proprio la pubblicazione e la cerimonia del 10 luglio costituiscono il premio per quella che una apposita giuria ha ritenuto essere la migliore fra le numerose tesi di laurea e di dottorato presentate in occasione della prima edizione del concorso bandito dal Centro Studi.

Il 31 luglio 2019 si chiudono i termini per la partecipazione alla seconda edizione (bando e fac-simile di domanda nel sito www.centrostudipnt.org).

Di seguito la locandina dell’evento:

In arrivo la banca dati sul testamento biologico

Con la legge di bilancio del 2018 erano stati stanziati i fondi per il finanziamento di una banca dati relativa alle disposizioni anticipate di testamento (Dat), che, grazie all’assenso del Garante per la protezione dei dati personali, vedrà a breve la luce.

Un gruppo di lavoro, composto da rappresentanti del Ministero della Salute, delle Regioni e dell’Autorità di controllo, ha predisposto il testo inerente i contenuti informativi del database, affrontando gli aspetti più critici, tra cui – dal punto di vista della protezione dei dati personali – il tempo di conservazione e i soggetti che hanno accesso allo stesso.

Alla banca dati, istituita presso il Ministero della Salute, confluiranno le manifestazioni di volontà di tutti i soggetti maggiorenni che decideranno di stabilire anticipatamente i trattamenti sanitari a cui vorranno essere sottoposti in caso di sopravvenuta incapacità ad autodeterminarsi.

All’interno della stessa saranno contenute quindi, con il previo consenso dell’interessato, le copie delle dichiarazioni, la nomina e/o revoca dell’eventuale fiduciario, fermo restando il loro costante aggiornamento. Gli interessati potranno essere anche soggetti non iscritti al Servizio Sanitario Nazionale.

Per quanto concerne il tema della data retention, essa è stata stabilita nel periodo di 10 anni dal decesso dell’interessato, al termine del quale i dati a lui riferibili saranno cancellati.

I soggetti autorizzati ad accedere al database saranno limitati al medico che ha in cura l’interessato e al fiduciario, qualora fosse stato nominato. Inoltre avranno titolo ad alimentare ed aggiornare la banca dati – per mezzo di un modulo elettronico – gli ufficiali di stato civile comunali, i notai e il responsabile dell’Unità organizzativa competente delle Regioni che abbia predisposto il servizio.

L’interessato, ai sensi dell’art. 15 del GDPR, avrà il diritto di ricevere comunicazione dell’avvenuta acquisizione delle dichiarazioni all’interno della banca dati.

Sussistono ancora degli elementi da definire in maniera più specifica e dettagliata, come ha richiesto il Garante in un’ottica cautelativa. I temi si incentrano sulle modalità di accesso al sistema da parte del medico e/o del fiduciario e sulla corretta individuazione dei soggetti che, in qualità di titolari autonomi del trattamento, sono legittimati a trasmettere le Dat alla banca dati (v. https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9117778)

Corso di formazione ad Ancona

Continua la collaborazione del Centro studi con l’UPI. Si è tenuto ieri davanti ad un pubblico numeroso ed attento il Corso organizzato insieme alla Provincia di Ancona con la partecipazione di rappresentanti di diversi enti locali.
Dopo l’introduzione del Presidente della Provincia, Luigi Cerioni, che ha sottolineato gli sforzi dell’amministrazione per adeguarsi al GDPR, la giornata si è sviluppata intorno ai temi illustrati dal nostro Direttore, Riccardo Acciai.
Un test somministrato al termine ha certificato l’ottimo recepimento da parte dell’uditorio delle nozioni trasmesse. Ineccepibile l’organizzazione.


I bambini sensibilizzano gli adulti alla privacy

Uno spettacolo sulla privacy messo in scena da studenti per sensibilizzare gli adulti sull’argomento. E’ ‘Scuola con la Privacy’, in programma mercoledì 12 giugno, a Roma, alle 16, al Teatro Eliseo. Una iniziativa del Miur e del Garante della privacy, organizzata con la collaborazione dall’Istituto comprensivo San Tommaso D’Aquino
I bambini (tra i 10 e i 13 anni) diventano così ‘agenti’ di divulgazione culturale per gli adulti, e gli studenti stessi imparano a conoscere le opportunità e i pericoli della rete. Il tema della privacy si intreccia, infatti, con quello del bullismo, delle fake news e dell’utilizzo commerciale delle informazioni fatto dai motori di ricerca e dai social.
La capacità dei bambini di spiegare e divulgare contenuti agli adulti, infatti, è nota: in questa occasione i giovani alunni delle scuole elementari e medie, utilizzando un linguaggio semplice ed evocativo, cercheranno di generare una cultura della privacy utile a vivere consapevolmente il nostro tempo nella sua quotidianità. Saranno loro ad illustrare le finalità della legiferazione europea in materia di protezione dei dati personali mettendole in scena di fronte alle alte istituzioni scolastiche italiane e, più in generale, agli adulti profani della materia.  (Fonte: Adnkronos/Labitalia) –

USA. Cambiano le regole per i visti: al via i controlli sui profili social

Secondo alcune agenzie di stampa , da oggi per entrare negli Stati Uniti sarà necessario fornire informazioni sulla propria attività on-line, in particolare sui social network.
La nuova misura, voluta dall’amministrazione di Donald Trump obbligherà quasi tutti i richiedenti visto a condividere, tramite un apposito formulario, i nomi dei propri profili social, gli indirizzi e-mail e i numeri di telefono utilizzati negli ultimi cinque anni. Saranno esentati dallo scrutinio solo alcuni diplomatici e funzionari, mentre bisognerà fornire ulteriori informazioni in caso di coinvolgimento di membri della propria famiglia in attività terroristiche. Si stima che le nuove regole, proposte per la prima volta nel 2018, saranno applicate a circa 710mila richieste di visto per immigrazione e a ben 14 milioni persone che chiedono di recarsi negli Stati Uniti per studio o lavoro. Negli Stati Uniti si sono gia’ levate voci contro la misura. Secondo l’American Civil Liberties Union (Aclu), “non c’e’ alcuna prova che questo tipo di monitoraggio dei social media sia efficace o giusto, specialmente in mancanza di linee guida per l’utilizzo dei social media nel processo di assegnazione del visto” (Fonte: Ag. DIRE)

Instagram: dati violati

I dati personali di un’elevatissimo numero di influencer su Instagram sono stati individuati su un server liberamente accessibile in rete. L’archivio, ospitato da Amazon Web Services, conteneva più di 49 milioni di voci, ciascuna contenente sia dati pubblici acquisiti dai profili (bio, foto del profilo, numero dei follower e status della verifica degli account) sia informazioni private di contatto quali l’indirizzo email degli utenti e il loro numero di telefono.

Segnalato dal ricercatore Anurag Sen e riportato per prima da Techcrunch, l’archivio era stato creato dalla società indiana Chtrbox, specializzata nel pagamento degli influencer per la pubblicazione di contenuti sponsorizzati. Come precisa Techcrunch, al momento della scoperta, l’archivio era in crescita e veniva aggiornato automaticamente.

La societa’ indiana – che poco dopo essere stata contattata ha messo offline l’archivio – ha rifiutato di rilasciare commenti. Due anni fa, Instagram ammise l’esistenza di una vulnerabilità grazie alla quale hacker erano stati in grado di acquisire numeri di telefono e email di circa 6 milioni di utenti; informazioni successivamente rivendute sul mercato nero in cambio di bitcoin.

Oggi Facebook, proprietaria di Instagram, conferma che sta indagando sulla vicenda e che ha chiesto a Chtrbox informazioni su come siano stati acquisiti i dati in loro possesso. 

(Fonte: AGI)