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Apple “sanziona” Facebook – 31 Gennaio 2019

Il social network di Zuckerberg ha subito una limitazione non da poco da parte della società di Cupertino, che gli ha revocato l’autorizzazione ad accedere a “Enterprise Developer Program”, il programma che permette di diffondere internamente app senza il necessario passaggio attraverso il suo processo di revisione.
Questa decisione, a detta di Apple, è scaturita dal comportamento poco meritevole di fiducia che Facebook avrebbe messo in atto, strumentalizzando tale programma che, creato per la distribuzione interna di app all’interno di una società, è stato usato per diffonderle tra i consumatori in modo tale da raccogliere dati in cambio di denaro, anche fra minori.
Le conseguenze negative della decisione sono state molteplici e vedono non solo la perdita di accesso dei dipendenti della piattaforma social ai vari servizi previsti dalle applicazioni, ma anche l’impossibilità per Facebook di provare versioni nuove di app non ancora pubbliche e il blocco d’accesso ad alcune comunicazioni interne.
Fonte: ANSA

La strategia di gestione responsabile dei dati nelle aziende – 27 Gennaio 2019

Il mercato del lavoro al giorno d’oggi è sempre più dinamico e in costante trasformazione e uno degli strumenti che ha determinato significativamente un nuovo approccio, sia qualitativo che quantitativo, è stato l’utilizzo e la gestione dei dati. Mediante tale strumento i datori di lavoro possono accrescere la competitività della propria azienda, rafforzandone la creatività, la produttività e l’innovazione e allo stesso tempo migliorare la vita professionale dei propri dipendenti. D’altra parte però, tale attività, se condotta in modo improprio, può risultare molto rischiosa, esponendo i lavoratori ad una limitazione dei diritti individuali e determinando una perdita di fiducia nei confronti della stessa azienda.

Uno studio elaborato da Accenture Strategy ha approfondito tale tematica e i numeri parlano chiaro:

il 62 per cento delle aziende utilizza nuove tecnologie in termini di elaborazione e raccolta dei dati sul personale e sul lavoro in misura massiva, ma solo il 30 per cento dei responsabili aziendali ritiene in maniera certa che l’utilizzo di tali dati avvenga in modo responsabile. Il 92 per cento dei dipendenti si mostra favorevole ad un’attività di raccolta nei propri confronti, ma ciò solo in virtù di un accrescimento del proprio benessere, in termini di aumenti retributivi, benefici ed incentivi. Il 49 per cento dei datori di lavoro inoltre ha dichiarato che, in assenza di dettami normativi in merito, seguirebbe nel raccogliere ed elaborare dati, senza preoccuparsi di adottare misure precauzionali, mentre il 31 per cento degli stessi ha ammesso di limitarsi nell’investire in tale settore a causa dei timori dei propri dipendenti.

Il valore economico del dato viene sottolineato dalla capacità di condizionare la crescita dell’azienda, tale che strategie di gestione dei dati adottate irresponsabilmente genererebbero una perdita che si attesta sul 6 per cento delle entrate future, mentre al contrario, investire in questo campo permetterebbe di incrementare il fatturato fino al 12,5 per cento in più rispetto alle aziende che non adottano tali strategie.

 

[Fonte: https://www.accenture.com/us-en/insights/future-workforce/workforce-data-organizational-dna]

Wiliot, l’etichetta intelligente – 21 Gennaio 2019

Un sensore Bluetooth è ciò che collegherebbe un qualsiasi oggetto su cui aderisce l’etichetta Wiliot ad un dispositivo abilitato, come ad esempio un comune smartphone o un punto di accesso di una rete Wi-fi. L’evoluzione in tema di IoT continua a fare passi in avanti, se si pensa che questo strumento ha la grandezza di un francobollo e non necessita di alcuna batteria per il suo funzionamento. Oltretutto ciò avverrebbe secondo una logica a basso costo energetico, con pochi microwatt che vengono catturati dalle frequenze radio nell’ambiente circostante.

La sua funzionalità si concretizzerebbe nel monitoraggio di un qualsiasi tipo di prodotto, dalla sua nascita alla consumazione da parte dell’utente finale, permettendo tra l’altro di ritrovarlo in caso di smarrimento o furto e individuando le più corrette modalità di gestione e manutenzione dell’oggetto stesso, come ad esempio la tipologia di lavaggio per un capo di abbigliamento. Tale strumento dovrebbe entrare in commercio a partire dal 2020.

 

[Fonte: Corriere della Sera]

Convegno Blockchain – 3 dicembre 2018

Il 5 dicembre prossimo si terrà un interessante convegno sulle prospettive di utilizzo del blockchain organizzato dalla Scuola di perfezionamento per  le forze di polizia e dall’Accademia del Notariato. Locandina e programma sono raggiungibili qui

Bilanciamento tra diritto all’oblio e diritto di cronaca. La Cassazione rimette la questione alle Sezioni Unite – 30 Novembre 2018

Con l’ordinanza 28084/18 la Cassazione ha richiesto l’intervento delle Sezioni Unite per individuare “univoci criteri di riferimento” che traccino le linee di confine tra i due diritti. La prima sezione già il 20 marzo 2018 aveva previsto cinque ipotesi al ricorrere delle quali il diritto all’oblio potesse cedere il passo a quello di cronaca, senza però affermare se queste fossero applicabili in via alternativa o cumulativa. Nel secondo caso infatti appare evidente come la prevalenza del diritto di cronaca su quello all’oblio sarebbe di fatto la regola.

http://www.neldiritto.it/public/pdf/TRA%20CRONACA%20E%20OBLIO%20-%20ord.%205%20nov.%202018%20n.%2028084%20(1).pdf

Normativa – Entra in vigore il decreto che modifica il Codice Privacy – 19 settembre 2018

Entra in vigore oggi il decreto legislativo del 10 agosto  2018, n. 101, che modifica il Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lgs. n. 196/2003). Con ottima tempestività un testo del Codice coordinato è già rinvenibile sia nel sito del Garante (https://www.garanteprivacy.it/codice) che in quello  di  Normattiva (http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2018-08-10;101).